Padre Paolino

MAGGIO

Si,sono ancora vivo e sto cercando di adattarmi alla mia nuova vita,cioe’, una senza responsabilita’,diciamo,legali o burocratiche.

Vivo con un comboniano ugandese nella casa dove stavi tu con Deodata.

Avremmo un compito specifico,e dovremmo stare nel complesso nuovo,a due chilometri da qui,ma ancora la logistica non e’ pronta.

Il lavoro a dire il vero e’ importante. La formazione dei quadri. Cosi dicevamo una volta nel Partito.

Tutti riconoscono,che per l’Africa,tutti hanno fatto cose grandi con profusione di mezzi immensi,ed i risultati? Non quelli che ci si aspettava.

In fondo noi possiamo anche dare la vita,oltre che i soldi, per gli Africani.

Ma poi sono loro che debbono occuparsi di loro stessi.

Anche Comboni diceva: Salvare l’Africa con l’Africa.

Come dicevano: Abbiamo fatto l’Italia,ora bisogna fare gli Italiani.

Forse in questo, tutti dobbiamo batterci il petto.

Eppure quello che noi vogliamo fare qui,a Kyamuhunga,e’ stato fatto e viene fatto dapertutto.

Il lavoro non finisce mai.

Priorita’ del mio lavoro missionario e’ stato ed e’ anche ora,l’Istruzione,la Scuola.

Ma una Istruzione di qualita’,di servizio,di responsabilita’,di testimonianza.

E allora,incominceremo con i Direttori scolastici e con gli Insegnanti.

Poi i Responsabili dei genitori e della societa’.

Ma non ci presenteremo come Insegnanti e Esperti, noi stessi,seduti in cattedra. I tempi sono cambiati,anche in Africa.

Guardare con occhi amici altri amici,giudicare con mente e cuore solidale le situazioni di disaggio,operare insieme,con la comunita’.

Siamo avvantaggiati,perche’ questa comunita’ e’ fatta di persone,con le quali ho vissuto intensamente negli anni 90,e alla quale anche tu e i tuoi amici di San Giorgio, avete dato un non piccolo contributo.

Lo sai? Ti ricordi quelle gabbie dei conigliuando ho lasciato Kyamuhunga ne avevamo 600. I miei confratelli mi dissero che loro non potevano prendersene cura. Chiamai tutti i ragazzi dei villaggi. Li portarono via,in una festa generale.

Nella visita ad un villaggio,mi portarono a pranzo carne di coniglio,come non l’avevo mai mangiato in Italia.

Dai ragazzi l’interesse e’ arrivato gli adulti. Ora c’e’ un grosso commercio ma verso la Capitale. Pensavo a quei giorni quando mangiavo la carne di coniglio.

Di fatto,il ricordo di quegli anni,e’ ancora vivissimo tra la gente,e ne ho la testimonianza ora che sono ritornato. Ho la possibilita’ d’incontrare la gente,la Domenica, quando vado fuori per la Santa Messa nei villaggi. E’ commovente: ci si guarda negli occhi e ,anche senza parlare,si ricordano quei tempi,con quell’entusiasmo,le attivita’,gl’incontri,le cerimonie,le liturgie,le visite alle case,l’Ospedale,La Scuola Superiore,le scuole e le chiese nei 30 villaggi della missione,le Capre da latte( che la gente rifiuto’),i conigli(diventato ora un vero commercio),le piantagioni di Banane,di caffe’,di Te’,la lotta all’alcolismo e alla poverta’ e la Banca Popolare. Tutte attivita’ che in un modo o nell’altro portavano la gente a trovarsi insieme,spesso,e di conseguenza portarono ad un cambiamento sociale ed economic generalizzato,di cui ancora adesso si vedono gli effetti.

E trovarsi insieme,significa: conoscersi,conoscere problemi,cercare soluzioni,se vi sono, scambio di conoscenze e di esperienze.

E siccome tutte queste cose,sembra siano un po’ venute meno in questi lungi 15 anni,sembra ci sia una richiesta inconscia che tutto riprenda.

Con uno spirito nuovo,perche’ la storia e la societa’ vanno Avanti.

Ed infatti anche qui,il tempo e’ passato.

Infatti tutte le costruzioni fatte,scuole e chiese,sono diventate piccolo,veramente piccolo.

Di fatti, le comunita’ stesse hanno preso l’iniziativa di allargare.

Certo che c’e’ una differenza abissale tra la Comunita’ di Kyamuhunga e la comunita’ di Rushere.

Stando qui,ci si accorge quanto disaggiata e povera sia la comunita’ di Rushere.

La differenza e’ la terra. Qui la maggioranza delle famiglie ha un pezzo di terra, e per l’Africano la terra e’ vita.

A Rushere,la grande maggioranza sono immigrati. La poverta’ e’ generalizzata.

Sebbene sono qui a Kyamuhunga,rimane la responsabilita’ di continuare ad aiutare Rushere,specialmente con le scuole e i ragazzi. Cosa che sto continuando a fare,con le offerte che vengono dall’Italia ,sia dai Gruppi Missionari delle Parrocchie che dale Associazioni.

Per quanto riguarda il mio nuovo lavoro a Kyamuhunga,anche a questo voglio dedicare questi ultimo anni della mia attivita’ missionaria,considerandone l’importanza.

La salute e’ quella che e’. Abbiamo una grande casa,ma spoglia di tutto.

Non si puo’ pensare di chiamare la gente,se non c’e nemmeno una sedia o un tavolino.

Ed eventualmente,c’e anche bisogno di far dormire quelli che vengono da lontano.

Nuovi problem e bisogni sulle spalle di Padre Paolino,che si avvicina all’eta’ di 80 anni.

Cosa ne pensate?

Ci affidiamo alla Provvidenza e alle sue braccia( che siete voi),come abbiamo sempre fatto per questi ultimo 50 anni di vita missionaria.

Vi saluto tutti con immenso affetto. La mia gratitudine e’ immensa e penso a voi ogni volta che vado in giro e vedo tutti questi ragazzi in queste scuole. Le loro grida e la loro gioia,e’ il vostro sorriso e il loro grazie.

Chiunque legge questo mio scritto,faccia in modo che sia comunicato a tutti i nostri benefattori,in qualunque modo,o sui nostri Siti ,o direttamente.

Un salute affettuoso a tutti gli amici e i benefattori del “OLTRE LE PAROLE”,e ai Responsabili,che offrono il loro tempo per le varie attivita’ del Gruppo.

Appunto,al di la’ delle infinita’ di parole che si sprecano.

Padre Paolino