Padre Paolino

DALLA MISSIONE DELL’UGANDA. SANTA PASQUA 2015

Carissimi,

Finalmente a casa. Un viaggio lungo e stancante il mio del ritorno alla Missione dopo un’assenza di 10 mesi.

ROMA VENERDI 26 ORE 10-ENTEBBE SABATO27 ORE 13-MISSIONE ORE 22.

Il tempo trascorso in Italia,da Giugno 2014 a Marzo 2015,non è stato tempo perso.

Le celebrazioni per il mio 50.mo di Sacerdozio e di Missione,è stato un tempo di grazia e di ringraziamento,vissuto da me e dai tanti amici.

Veramente un grazie di cuore al Signore e a voi tutti.

A 78 anni,ritornare in missione,sembrava una mezza pazzia,perchè ora si fanno sentire un pò di più gli acciacchi dell’età(anni 78) e della salute.

UOMO DI POCA FEDE! Veramente! Cosa ne ho fatto di quelle Parole:” Non abbiate paura,IO sarò sempre con voi! E se sono tornato, è perchè mi fido troppo di questa promessa,e perchè questa è stata la realtà di questi 50 anni della mia vita missionaria.

Spesso tra le tempeste,ma la Sua Mano sempre pronta.

All’aeroporto ci sono ad attendermi i miei nipoti,Daniele,Betty e la piccola Stacy.

Una sorpresa. Pensavo che in Uganda tutto fosse calmo.Invece anche qui c’è l’emergenza EBOLA.

Prima di entrare dentro l’aeroporto,alla porta, un medico tutto vestito di bianco, con una medicina per lavarsi e lavarti le mani. Tutto il personale ha una benda sulla bocca ed un recipiente di medicina, vicino. Bisogna riempire delle forme. Ti guardano dentro gli occhi con uno strumento.

Anche qui c’è il pericolo terrorismo. I musulmani non perdonano al Governo Ugandese di aver mandato,a nome dell’America,soldati a combattere i terroristi musulmani,in Somalia.

Già nel passato,con due bombe messe in due ristoranti a Kampala,erano morti parecchie centinaia di ugandesi.

Anche ora si legge nei giornali ugandesi,che la Polizia è nella massima allerta. Perchè questi Terroristi continuano a minacciare l’Uganda. Bisogna stare attenti ed evitare assembramenti di gente. Si, che staremo attenti,ma non vivremo sempre nella paura.La vita va avanti.

Solo un saluto,perchè voglio partire subito. Domani è la Domenica delle Palme,e voglio pregare con la comunità della Missione.

Dopo un viaggio in macchina di 6 ore col Padre Silvestri,Il Superiore di tutti i Missionari Comboniani in Uganda,arriviamo alla Missione verso le 10,ma questa volta non a Rushere,ma a Kyamuhunga..

Nella Missione dove sono stato negli anni 90,c’era rimasto qualcosa d’incompiuto delle grandi opere che col vostro aiuto avevamo fatto.

Oltre a questo, noi ci poniamo sempre il problema: Cosa succedera’ di queste opere,quando noi non ci saremo più?.

Ecco che allora,i nostri Superiori hanno pensato di iniziare una Opera di formazione,in tutti i campi.

La struttura era stata preparata dal nostro grande Missionario Padre Franco,Trentino,e portata a termine da uno grande Missionario laico,Fr. Angelo.

Succede spesso,che uno semina e l’altro raccoglie.

E così,oltre agli impegni che ci sono con la Missione di Rushere, specialmente l’aiuto ai ragazzi delle scuole,che dovranno continuare,e, per i quali Padre Franco darà un grande aiuto, si aggiunge questo nuovo impegno.

Nella Missione di Kyamuhunga,costruita tutta da me e da voi,vi sono due Missionari Comboniani Ugandesi,con i quali collaboreremo nel portare a termine i Progetti incominciati,anche questi col vostro aiuto, negli anni 90 e non finiti.

Inoltre c’è l’altra opera,quasi indipendente, della Scuola di formazione,da incominciare,insieme ad un mio Confratello Comboniano Ugandese,Padre Joseph Kibirigye,molto più giovane di me.

E’ di un’altra Tribù. Infatti non parla la nostra lingua e al momento,quando va nei villaggi a celebrare la Santa Messa, parla la sua lingua,ma molti lo capiscono.

Tra l’altro i nostri cristiani si meravigliano che un uomo bianco parla la loro lingua e un Africano non la parla.Ma dovrà impararla anche lui,come feci io,50 anni fa.

Come avrete capito,i compiti sono aumentati,ma ora vi sono gli altri Missionari,e insieme il lavoro andrà avanti. A condizione che voi tutti non mi abbandonate.

La Domenica delle Palme,è un giorno di gioia.E’ sempre stato così. Ai miei tempi la processione incominciava da lontano. Erano almeno 5 chilometri. Si arrivava in Chiesa per le 11,e si finiva verso le 4 pomeriggio.

Da notare che allora avevo solo 63 anni con una buona salute e buone gambe.

Ma anche quest’oggi,anche se la processione è breve,la gente è in grande festa. Tutti con rami di ogni genere. I ragazzi,come sempre, i più numerosi,i più rumorosi,i più festosi,sempre in prima fila.

La gioia nel vedermi è palpabile. Ci vorrebbe un libro per descrivere il lavoro fatto in questa Missione dal 1991 al 1999. Un nuovo capitolo nella vita concreta della gente di questa Missione,anche al di fuori della comunità cristiana. Le attività della Missione,toccavano tutti gli aspetti della vita di una persona.Ed erano aperti a tutte le persone di buona volontà.

Il focolare era acceso,bastava avvicinarsi per scaldarsi. Nessuno escluso.

Qui i primi amici italiani incominciarono le loro visite alla Missione e i primi gemellaggi con le Parrocchie e le Associazione, incominciarono. Una quarantina di Scuole Primarie,una Grande Scuola Secondaria,un grande Ospedale.

Aprono la strada alle visite, Don Battista di Bianchi,con Eugenia e Rosanna di San Pietro Apostolo

Pasquale e Armando vengono per lavorare.

Il dott. Vadalà,Maria Luisa e Luciano,vengono ad aprire il Reparto Maternità dell’Ospedale.

Ancora Maria Luisa, Lidia,Luciana,che preparano una grande festa della Cresima.

Insieme con Giacinto,la moglie Rosetta,la suocera,Bianca,Rosetta Mazza,Simona Ligato,Enzo Gigliotti,Don Eugenio,Raffaella

E poi Don Peppino e Franco di Serrastretta,che inaugurano la Scuola di Kibuuza e Giuliana di Panettieri,che inaugura la Chiesa di Kayanga,che ha aiutato a costruire..

E poi venivano parecchi amici del Nord Italia a visitare ma sopratutto a lavorare e portare gli aiuti economici necessari.

Godiamo ancora l’aqua istallata da Mauro Lenzi.

E le gabbie dei conigli. Una rarità.

Fu in questo tempo che gli amici di San Giorgio di Piano si fecero avanti.

Con iniziative individuali,sempre animati da Mauro e dai suoi amici. Sebbene non ci fosse ancora l’Associazione OLTRE LE PAROLE,la loro presenza incominciò a farsi sentire,nella scuola,L’Ospedale e nei villaggi.

Tutto questo ricordo ora che sono ritornato qui.

Tutte queste persone,vedevano,si scaldavano il cuore,e ritornavano nel loro ambiente portando il messaggio di quello che avevano visto.Ed è così che la rete degli amici di Padre Paolino si è allargata.

Certo in quegli anni gli aiuti erano limitati,e non si potevano fare le rifiniture. Ogni cosa si faceva fino all’essenziale.

Anche per questo, credo che la Provvidenza abbia disposto che ritorni in questa Missione.

Lunedì 29,una gradita sorpresa. C’è l’incontro generale degli azionisti della Banca rurale che avevo iniziato agli inizi del 1990.

Una esperienza bellissima,che,oltre all’utilita’ economica per i membri,riusci a fare incontrare membri della comunità che altrimenti non si sarebbero mai incontrati. Persone di diverse religioni e stato sociale,si trovavano insieme per pensare,diciamo,ai fatti loro,delle loro condizioni di vita e delle loro famiglie,e come aiutarsi a vicenda. La cultura dell’incontro,della previdenza,del risparmio,dell’aiuto reciproco,dell’ascolto,del rispetto,e dell’amicizia,conseguenza naturale dello stare insieme per uno stesso scopo.

Quando lasciai Questa Missione vi erano un migliaio di membri. Ora sono 17 mila. I nostri Leaders,hanno imparato la lezione,sono stati responsabili e la gente ha creduto in loro.

E’ difficile calcolare il beneficio che questa banca ha portato alla gente comune.

Lo credereste? Mi trovo nel mezzo di una grande crisi. Sembra di essere in Italia.

Si è sempre detto,che se uno fa uno starnuto in America,ne risente tutto il mondo.

Il territorio di questa Missione è tra i migliori dell’Uganda per molte coltivazioni.

Io,con i nostri collaboratori,siamo stati in prima linea ad aiutare la gente come usare la loro terra per quanto poca fosse.

Infatti avevamo creato L’Associazione dei Pastori(pochi) e dei Contadini(tra l’altro 2 gruppi di persone che hanno interessi contrastanti e in alcune zone vengono alle mani).

Mi avevano eletto Presidente.E siccome ero anche il Presidente della Banca,tutto andava veramente bene,aiutandosi a vicenda.

Al Principio incominciammo col Progetto “Piantagione Banane Per nutrimento e per il Mercato”.

Questo è un tipo di Banana(Matooke),che non matura,ma che si usa come piatto principale in alcune tribù,come la nostra.

Prima avevano una pianta di banana che serviva a fare birra( un vero disastro per la nostra gente). Con un casco di queste banane,la gente riceveva scellini ugandesi 300(un decimo del nostro Euro).Con un casco di banane per mangiare in quel tempo potevano ricevere scellini 9,000(corrispondenti ai nostri 3 Euro)

Facile e convincente,vero? Eppure si è dovuto sudare. Parchè i 300 scellini li ricevevano ubito,per le altre banane,bisognava prima lavorare a piantare e dopo 2 anni vedere i frutti.

La Banca dava piccoli prestiti per incominciare e alla raccolta restituivano.

Da noi c’è un proverbio che dice: “ Ebirungi tibitura” Le cose belle non durano.

Con queste piantagioni di banane,ogni tanto scoppia una malattia devastante,che colpisce il 90% delle piante. Bisogna tagliare tutto ed è la rovina.

In questo frangente arriva la notizia che il mondo ha bisogno di Caffè.

Il Governo incoraggia tutti a coltivare caffè. E noi siamo all’avanguardia,di nuovo con prestiti dalla Banca.

Malgrado lo sfruttamento da parte delle multinazionali,la gente è contenta.Si lavora duro,ma tutto il caffè prodotto nei piccoli poderi viene comprato e pagato.

Ma anche la festa non dura a lungo.

Siccome abbiamo coltivato un tipo di caffè che produce molto di più,che viene da fuori,dopo qualche tempo, anche questo si ammala e bisogna tagliare migliaia di piante.

Nel mondo c’è il boom del Tè.

Veramente un vero boom. Almeno 10 mila Famiglie della nostra Missione chiedono prestiti dalla nostra Banca e coltivano Tè.

Ci vogliono due anni di lavoro prima di raccogliere il Tè.

E’ un lavoro quasi da schiavi,perchè bisogna raccogliere giornalmente le ultime due foglioline della pianta,perchè i bianchi e sopratutto gli Arabi che consumano questo Tè,hanno gusti particolari.

Anche ora,le cose belle non durano. I maggiori consumatori del nostro Tè,sono gli Arabi. La guerra continua del Golfo ha sconvolto tutti i mercati.

Il Tè non si vende più o si vende a prezzo stracciato. Da 500 scellini al chilo di foglie a 150 scellini. Non bastano nemmero a pagare le spese.

Ecco la tragedia che si sente in questo incontro. Tutta queste gente ha un debito con la Banca( è come se fossimo in Italia,non è vero?) Non sanno come pagare.

E d’altronde la Banca ha le sue regole.

Ed ora vedere che questo problema tocca anche me,appena arrivato in Africa.

Questa Casa di formazione deve essere economicamente indipendente,perchè quando funziona a tempo pieno,avrà molte spese.

E quindi Padre Franco aveva pensato di fare una grande piantagione di Tè,dato che c’è tanta terra intorno alla casa.

E c’erano i lavoratori che facevano tutto il lavoro.

Tutto è andato bene fino a metà marzo.

Si raccoglieva il Tè, si pagavano i Lavoratori e rimaneva qualcosa per la Casa.

Appena arrivato in Missione,prima ancora che mi dessero un letto dove dormire,m’informano che per il mese di Aprile, i soldi del Tè non sono sufficienti per pagare i lavoratori. E siccome hanno famiglia e non possiamo mandarli via,allora dobbiamo metterci i nostri soldi,e siccome,ecc.ecc, debbo pagare io,sperando che questa Santa guerra del Golfo finisca presto(il che è molto improbabile).

In questa Assemblea non si riesce a trovare una soluzione al problema. Noi non abbiamo debiti in Banca,ma abbiamo la responsabilità di questi padri di famiglia.

L’Assemblea continua. Loro non si stancano mai di ringraziarmi di questa Banca. Lo fanno ogni anno quando fanno l’Assemblea generale ed io riuscivo a venire da Rushere.

Siccome avevano sentito della mia venuta a Kyamuhunga avevano preparato un bel dono. Una mucca. L’inizio di un Progetto per rendere economicamente indipendente la casa di formazione.

E così ci prepariama per la Settimana Santa.

Auguro a tutti voi una Santa Pasqua di Resurrezione.

Il Cristo Risorto sia speranza per tutti voi.

Vi ricordo tutti al Signore,uno per uno,promettendo di tenervi sempre aggiornati sui nostri siti e su Facebook,se dall’Italia vi comunicheranno le mie lettere.

Il mio Indirizzo:

FR. PAOLINO TOMAINO

KYAMUHUNGA

P.O.BOX 112

BUSHENYI-UGANDA

EMAIL: paolinouganda AT yahoo.it

Tel 00256-77-2-474141

P.S: mando in ritardo questa lettera perchè solo ora ho Internet