Mary Gaffa

Mia mamma mi ha lasciato sulla porta di una chiesa dopo avermi dato alla luce. Un buon samaritano mi ha raccolto e portato nella sua casa, lei aveva sei bambini, senza marito e non poteva aiutarmi per molto.

All’età di 4 anni lei mi ha portato da un sacerdote bianco che viveva nella parrocchia di Kyamuhunga, si chiamava Padre Branchard.

Quando avevo 10 anni Padre Branchard morì ed io rimasi abbandonata a me stessa, a quel tempo il mondo sembrava ostile, non avevo nessuno da cui dipendessi non avevo un posto da chiamare casa, ma nonostante tutto io frequentavo la scuola “primary” elementare.

Usava tenere un cestino nel mezzo della chiesa per le elemosine, e con queste mi aiutavano a pagare le tasse scolastiche.

E’ qui che padre Paolino mi incontrò acquattata in quell’inutile angolo scuro.

I miei occhi erano pieni di lacrime e mi tenevo il viso con i palmi delle mani. Padre Paolino mi cinse tra le sue braccia con cura e mi sollevò in piedi. Prese le mie mani e camminò con me cullandomi come una propria figlia.

Mi indirizzò alla scuola media poi al liceo e all’università. Mi crebbe come una figlia e per la prima volta ho provato l’amore di un padre. Io lo chiamavo Papà anche se non ero sua figlia.

Lui non ha mai badato al colore della pelle, io sono cresciuta nelle sue braccia. Conosco la sua felicità, il suo sorriso, la sua rabbia e le sue sgridate.

Ho vissuto con tutto questo, ho avuto il suo amore le sue cure, la sua guida e tutto il supporto che necessitavo.

Dopo il mio percorso scolastico mi offrì un lavoro. Ho frequentato la scuola più importante in Kiruhura, distretto fondato da lui e sono stata capo insegnante per otto anni.

Sono quello che sono perché Padre Paolino esiste. Io non esisterei e non sarei quello che sono se lui non fosse venuto nella mia povera vita.

Devo confessargli che lui è il miele più dolce che ha neutralizzato l’amarezza della mia vita. Senza di lui non avrei niente, non ci sono parole per descrivere la mia gratitudine.

Guardando come ero e come sono adesso, grazie è veramente poco per lui.

Io sarò sempre la sua amata figlia, io sarò sempre dove lui vuole che io sia, dedico la mia vita a lui “ Papà” e sempre ricorderò quello che sono, perché Padre Paolino esiste e senza di lui sono niente.

Mary Gaffa

[NDR: da alcuni anni Preside della scuola secondaria Sedes Sapientiae Studiorum di Rushere - Uganda]