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Prima di venire in questa nuova zona di Rushere, ero nella Missione di Kyamuhunga, sempre nella Regione dell’Ankole dove di trova Rushere.

A Kyamuhunga ero arrivato al principio del 1990, dopo aver passato 25 anni nella Regione del Kigezi, sempre Nel Sud-Ovest dell’Uganda.

In questa Missione vi erano stati dei problemi, per cui era rimasta senza Sacerdoti per tre anni.

Ma la comunità Cristiana esisteva. Bisognava solo risvegliarla e incoraggiarla.

E' stata sempre la mia passione di Missionario visitare continuamente le famiglie dei cristiani. Sedermi, vedere e parlare e informarmi di tutti i membri della famiglia e scrivere sul libro della Missione per ricordare.

Qualche volta chiamavo vicino a me qualche bambino e gli chiedevo cosa avesse mangiato la sera prima. Su questo i bambini sono sinceri, e cosi si capisce la situazione della famiglia.

Sono esperienze bellissime, perché si é a contatto fisico con i tuoi figli. Vedi la loro vita, la loro casa, i loro vestiti, quello che hanno e non hanno in casa.

La Missione di Kyamuhunga, a differenza di quella attuale di Rushere, era molto piu’ piccola, e la gente viveva nei villaggi abbastanza vicina, cosicché, spendendo una mezzoretta per casa, si potevano visitare un 15-20 case al giorno.

Non vi meravigliate, ma questa gente li consideriamo parte della nostra famiglia. Perciò vogliamo sapere tutto. I vestiti degli uomini, i vestiti delle donne, i vestiti dei bambini, dove e come dormono, dove e come e cosa coltivano e mangiano.

Se hanno piatti, l’acqua che bevono, se hanno animali domestici e dove dormono. La scuola dei bambini, le relazioni in famiglia. E se sono cristiani, le loro relazioni con la Chiesa.

Perché può succedere che quando siamo in un villaggio a visitare le nostre famiglie cristiane, anche altre persone ci chiedono di visitare la loro casa per avere una benedizione.

Ci facciamo aiutare dai nostri catechisti che ci accompagnano in queste visite.

E' cosi che si tocca il polso della Missione, e si decide quello che utile fare e come e quando.

Papa Francesco parlando ai Sacerdoti dice che debbono sentire l’odore delle loro pecore, e quandi stare in mezzo a loro.

In concreto si intravedono, parlando e domandando, quelli che potrebbero essere i nostri piu’ vicini collaboratori nella vita e attività della Missione.

In una di queste visite, incontro una ragazza sui 12 anni, che non risponde alle mie domande. Ma é ben vestita, dallo sguardo sorridente e sveglia. Mostra di non aver paura.

Mi dicono che é muta dalla nascita. Ho incontrato in altre famiglie ragazze e ragazzi con un handicap, ma erano paurosi, e scappavano subito fuori.

Questa ragazza mi guarda sorridente.

I genitori mi dicono che le piace andare elegante, é la prima ad andare in Chiesa la domenica, e che si da da fare in casa con ogni sorta di lavori.

Me la faccio venire vicina, e non si fa pregare. La guardo e le sorrido. Mi fa cenno con la bocca che vuole qualcosa. Non capisco. La mamma mi dice che anche lei vuole ricevere la Comunione come le altre ragazze. E che va al Catechismo con le altre, e che sente e capisce tutto, anche se non può rispondere alle domande. Le faccio segno di fare il Segno della Croce. Lo fa subito, e bene, cercando di dire qualcosa.

Prometto ai genitori che ne parleremo col Catechista della nostra Chiesa.

Però non finisce qui.

Scuola

So che c’e da qualche parte una scuola per Handicappati, dove vi sono anche dei sordomuti. A Bushenyi, città Povincia del Nord Ankole.

Quando i nostri amici di Bologna vengono a trovarci, vanno sempre a visitare questa scuola per portare loro sapone ed altro.

Dico ai genitori che la voglio aiutare.

Vado a chiedere un posto alla scuola. Pago io (cioé voi che leggete), le tasse scolastiche ed altri bisogni.

La ragazza va. L’aiuto con le cose necessarie, perché la famiglia non può farsi carico anche di queste cose.

Questa é una scuola Primaria come le altre, ma il personale non é veramente specializzato per i vari bisogni di questi ragazzi e ragazze. Così, Bernadetta finisce 7 anni in questa scuola, ma impara quasi niente, soltanto un pò a scrivere .

E' abbastanza. Mi dice che vuole imparare a cucire.

La mandiamo nella città principale della regione, Mbarara, dove c’e una scuola privata che insegna a pagamento, alle ragazze a cucire e a usare la macchina da cucire.

E così Bernadetta, ha finito il corso di cucito, é una sarta diplomata.

Da un bel pò di anni ho lasciato la Missione di Kyamuhunga ma Bernadetta é stata sempre sotto la mia responsabilità, per tramite del fratello.

Ora ha bisogno di una macchina da cucire.

Venendo dall’Italia, ho portato un pò di soldi anche per questo.

Con Euro 200,00 riusciamo a comprare una macchina da cucire a Mbarara.

Lei ha un fratello maggiore del quale mi servo per aiutarla.

Ora spero che incominci ad usare questa macchina da cucire. Lavora a casa sua nel villaggio.

Prossimo passo, sarà quello di darle un piccolo capitale per incominciare.

Comprare della stoffa che possa incominciare e rendersi indipendente.

E cosi, Bernadetta, “Fatti coraggio e va incontro alla vita, con la tua forza e il tuo entusiasmo che quando riceverò un pò di offerte ti compreremo qualche centinaio di metri di stoffa, e ti ricorderai dei tuoi amici dell’Italia che ti vogliono bene, anche se non ti conoscono di persona, ma che ti sono stati vicini fino ad ora.

E stai sicura che Padre Paolino e loro non ti abbandoneranno."

Un abbraccio a tutti, insieme a Bernadetta

Padre Paolino

Dalla Missione di Rushere

5 ottobre 2O13