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Assistiamo sgomenti e impotenti al dramma quotidiano delle popolazioni che fuggono da miserie e guerre alla ricerca di un futuro migliore.

E si fugge quando non si ha più nulla da perdere se non la propria vita e rimane solo la speranza.

Questo brano è stato letto il 25/09/2013 a Siracusa al funerale di Izdihad Mahm Abdulla, una sfortunata ragazza di 22 anni siriana deceduta sul barcone che trasportava profughi a largo della costa siracusana.

La donna è morta tra le braccia del padre settantenne, che per 3 giorni l'ha vegliata sul barcone.

Non conosciamo il nome dell'autore, ma lo ringraziamo.

Riferimenti alla notizia: Giornale di Sicilia, La Nota7