fundraising-sm

Alla maggior parte delle persone questa parola dice ben poco.

Cercando il significato si trova (Wikipedia):

"Il fund raising è una parola inglese che non è traducibile semplicemente in raccolta fondi.

"To raise" ha il senso di: far crescere, coltivare, sorgere, ossia di sviluppare i fondi necessari a sostenere una azione senza finalità di lucro. Infatti il fund raising trova le sue origini nell'azione delle organizzazioni non profit, quelle organizzazioni che hanno l'obbligo di non destinare i propri utili ai soci, ma di reinvestirli per lo sviluppo delle proprie finalità sociali.

Tuttavia attualmente il fund raising viene praticato anche da enti e servizi pubblici e da aziende che promuovono iniziative a scopo sociale."

Il fatto che in Italia questo fenomeno non sia molto conosciuto non significa che non esista e che, all'estero, non sia ben conosciuto.

Negli Stati Uniti un'associazione di "Fundraiser" (coloro che lavorano in questo ambiente) conta oltre 25.000 iscritti, che presumiamo, siano solo una parte di chi ci vive quotidianamente.

Ora, non c'è giudizio morale: è un lavoro come un altro.

Il punto è che, come diciamo da sempre, gli stipendi di chi fa questo lavoro, vengono dai fondi raccolti e questo può anche andare se parliamo di raccolta di fondi per organizzare gite aziendali, ma, per noi, non va bene se parliamo di raccoglierli per dare da mangiare o curare qualcuno.

Soprattutto bambini, profughi, chiunque non possa in alcun modo cavarsela da solo.

L'elemento scatenante per questo articoletto è stato l'invito ad un corso che abbiamo ricevuto: una settimana in località termale per imparare a raccogliere fondi.

Costo circa 1.000 Euro a partecipante più le spese che, tra viaggio, vitto e alloggio, portano ad un totale intorno a 1.400 Euro.

Padre Marella

Per noi non è corretto spendere, in quel modo, soldi che qualcuno ci ha donato per curare e far studiare i bambini in modo che abbiano la possibilità di avere una vita decente, e soprattutto una vita.

Come spesso si dice: "LA CARITA' SERVE A CHI LA FA", se non esistesse la fame nel mondo ci sarebbero migliaia di disoccupati: tutti quelli che ci lavorano più o meno ben pagati, e tutti quelli che forniscono beni e servizi: abbiamo visto con i nostri occhi decine di costosi fuoristrada parcheggiati in Uganda con le insegne di prestigiose Organizzazioni Umanitarie, mentre ai missionari arrivano briciole, quando arrivano.

E quando si vedono ripetuti e costosi spot pubblicitari in televisione... chi paga ??

Sappiamo poi tutti che gli eventi di beneficenza più roboanti hanno costi elevati e che chi partecipa percepisce GETTONI anche importanti nonostante venga detto che "partecipano gratuitamente": un "gettone" da 5-10.000 euro di rimborso spese per una serata NON è un rimborso spese !

Con 10.000 Euro una "piccola" comunità di mille persone ci campa 10 giorni, oppure si costruiscono ed arredano due aule e mezzo che serviranno per anni a migliaia di bambini.

Ma tornando al corso, certo è vero che, poi, diventeremmo forse più bravi ed in grado di raccogliere di più, ma ci è venuto in mente Padre Marella, che si è prodigato in umiltà creando dal nulla un'Opera grandiosa.

Lui non sapeva di Fundrising, nè di teorie di marketing, ma era sincero nel cuore e pensava al bene degli altri.

Bene, noi cerchiamo di emularlo, nel nostro piccolo, e non vogliamo sprecare il bene che ci viene donato, ma vogliamo darlo a chi davvero ne ha bisogno.

Oltre le Parole: i fatti.