L’ITALIA DI UNA VOLTA CHE SAPEVA

AGGIUNGERE UN POSTO A TAVOLA


Nella tristezza del presente giova ogni tanto riscoprire la grandezza dell’Italia passata.

Il regista Allessandro Piva è andato a recuperare una storia vecchia e dimenticata di solidarietà fra nord e sud e ne ha fatto un documentario straordinario, La Pasta Nera.

E’ il resoconto dei settantamila bambini meridionali che, fra il 1945 e il 1952, furono strappati alla miseria del dopoguerra e ospitati dalle famiglie emiliane e romagnole.


Non erano ricchi signori di buon cuore, ma famiglie di operai e contadini di Reggio Emilia,Modena,Cesena,Ravenna, che avevano appena il necessario per vivere. Ma dove c’era da mangiare per cinque, si poteva mangiare anche in sei.


Non fu difficile convincerle a regalare un’infanzia a chi non l’avrebbe mai avuta.


Quei bambini ora hanno settant’anni. Molti sono tornati dopo due anni alle famiglie con una valigia di bei ricordi. Altri sono rimasti per sempre al nord. Ricordano tutti con commozione e ironia quel viaggio al nord,lungo come una traversata e avventuroso come la scoperta di un continente.

Un passaggio da macerie e altre macerie,racconta la nostra Miriam Mafai, che fu una madrina di quella incredibile scommessa. Era un’Italia povera e coraggiosa, umile e gentile.

Ci voleva coraggio da parte delle famiglie del nord,ma anche di più per padri e madri del sud,ai quali il prete del paese diceva che i comunisti emiliani avrebbero mangiato i loro bambini,dopo averli torturati.

Quell’iniziativa fu anche un’azione dell’UDI, l’Unione delle donne comuniste. Allora la politica faceva ancora appello ai migliori istinti degli uomini e non ai peggiori.


Fu in questo modo che in Italia nacque la più larga e straordinaria rete di volontariato del mondo.

Ancor più delle parole, rimangono impressi i gesti, i volti, gli sguardi ingenui dei bambini settuagenari ritrovati da Piva.

Viene da paragonarli allo sguardo cattivo della gente di oggi quando si posa sugli altri, l’indifferenza, il cinismo col quale siamo rassegnati al degrado della vita pubblica.


Eppure esistono altre Italie, che non vengono raccontate
, in ogni angolo di città o paese.

Si tratta di cercarle,fra le macerie morali del presente,meno dolorose ma più inquietanti di quelle reali del dopoguerra.


La Pasta
Nera
è una vera celebrazione dell’Unità e anche di una perduta grandezza della politica.

Comunista o Democristiano sono diventati ormai degli insulti.

Ma quei comunisti, quei democristiani, guardando agli isterici pagliacci in Parlamento oggi, sono soltanto da rimpiangere.

VEDI QUESTI RIFERIMENTI
http://www.unmondoditaliani.com/e-se-imparassimo-tutti-dalla-pasta-nera-e-dai-treni-della-felicita.htm
http://www.piva.it/seminalfilm/documentari-2/pasta-nera
http://maria-ilmiogiornale.blogspot.com/2011/04/la-pasta-nera.html