Adozione a Distanza

L’adozione a distanza è un importante strumento di aiuto per intere popolazioni che hanno evidente bisogno di aiuto.

Anche noi la proponiamo perché abbiamo lo scopo di aiutare migliaia di bambini ad avere un futuro migliore.

Però preferiamo parlare di SOSTEGNO a distanza.

La differenza è notevole e sta tutta nelle parole: adottare significa scegliere di fare proprio un figlio altrui mentre sostenere significa essere consci di dare un appoggio ad una persona che ne ha bisogno, senza per questo rapportarsi in termini familiari.

I nostri bambini in Africa hanno normalmente una famiglia, ma hanno bisogno di un aiuto, un sostegno appunto, che possa consentire loro di avere una possibilità di miglioramento.

Questo rapporto di aiuto però non può e non deve diventare invadente e superare il rapporto con la famiglia vera perché si creerebbe un disagio, verrebbero creati attriti che frantumerebbero la struttura sociale.

In soldoni: un bambino che riceve un aiuto da estranei non dovrebbe nemmeno saperlo, altrimenti si sentirà superiore e non sentirà alcun bisogno di impegnarsi: “tanto io ho chi mi aiuta”.

Vede inoltre sminuito il rapporto con genitori e parenti, ai suoi occhi incapaci di dargli quell’aiuto che un estraneo gli da.

Viceversa chi non riceve un aiuto e sa che altri lo ricevono è mosso ad invidia, che sappiamo essere un sentimento non proprio positivo né costruttivo in prospettiva.

È normale il nostro desiderio di rapportarci con “il nostro bambino”, il desiderio di fargli regali, il desiderio di essere contraccambiati per l’affetto che cerchiamo di trasmettergli con il nostro sostegno concreto, ma è importante prendere coscienza del fatto che, una volta ritornati a casa nostra e lasciato il bambino in Africa, lui dovrà confrontarsi con i suoi amici e la sua realtà. Già avergli solo fatto visita o avergli fatto magari un dono lo renderà un diverso agli occhi degli altri.

Se doniamo ad una bambina una bella bambola, lei sarà l’unica ad averla, senza averla guadagnata e senza averla meritata, né ai suoi occhi né a quelli delle sue compagne/amiche.

Si sentirà importante e forte e se la cosa si protrarrà allora capirà di non aver bisogno di fare nulla per ricevere belle bambole, adagiandosi o peggio ancora regalando il suo sorriso solo in cambio di una bambola.

Le altre si chiederanno perché mai debbano studiare e poi lavorare mentre chi non fa nulla riceve un premio.

Noi crediamo che questo debba essere evitato.

Infine, raccogliere ed inviare regolarmente foto ed informazioni reali dalle Missioni ad oggi richiede una struttura organizzativa che noi non abbiamo voluto, perché costerebbe troppo denaro che non ci sentiamo di sottrarre al sostentamento e all’educazione di centinaia di bambini.

Siamo però consci che sia importante ricevere notizie e foto del bambino che si sostiene e per questo stiamo esaminando modalità alternative che consentano di soddisfare tali esigenze evitando i costi.