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Un ricordo ed un augurio da Padre Paolino ...
Da: Paolino Tomaino [mailto:
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] Inviato: giovedì 1 maggio 2008 20.52 Oggetto: Buon Primo Maggio agli amici da Padre Paolino
PRIMO MAGGIO 2008
Anche per noi a Rushere è Primo Maggio. Nel senso che il nostro Segretario parrocchiale pur vivendo dentro la Missione non ha aperto il suo Ufficio. Ed è per questo che mi sono ricordato che sì, è il Primo Maggio, festa Nazionale, anzi mondiale.
Noi abbiamo celebrato piuttosto la festa di San Giuseppe. Non abbiamo insistito tanto. La gente a Messa era poco.
Abbiamo i muratori in casa. Il numero di Sacerdoti è aumentato. La casa dei Padri era per 2 Missionari. Ora siamo in sei. E i nostri amici benefattori vengono a trovarci. Era il momento di allargare la casa. E l’ho fatto. Lavori in corso. Ma oggi non sono venuti a lavorare perchè glielo abbiamo proibito. Altrimenti che Primo Maggio è?
Qundi c’é un po’ di quiete in casa. Tempo di riposo e di riflessione. Per me, il pensiero vola, e molto lontano nel tempo e nello spazio.
La mia memoria va fino al 1946. Il grande Primo Maggio che ricordi, nel mio paese. Grandi bandiere al vento di ogni colore e folla. Il paese era ancora popolato. La civiltà Contadina. Ero vicino a mio zio Vittorio, con un tovagliolo in mano. Dentro c’era una sopressata e un pezzo di pane. Sfilata fino a oltre Pasqualazzo, credo un sei chilometri. Che tripudio ! Veramente si sentiva l’emozione del ragazzo di partecipare ad una grande avventura.
Il Primo Maggio del 1948, mi accorsi che fu differente. Le bandiere questa volta erano di un solo colore. Alcune persone dell’anno scorso ora non c’erano più. Anche tra noi ragazzi erano incominciate le piccole lotte. Erano due campi nello stesso paese. La mia formazione umana -e lo riconobbi dopo- anche cristiana avveniva in una sala. Sempre piena di gente fino a notte inoltrata. Naturalmente quando tornavo a casa, dovevano aprirmi la porta ed erano sempre botte.
In quella sala sul muro c’era un manifesto a Piramide. Alla base poveri lavoratori, e su sempre su e i cerchi salivano con le persone di differenti ceti sociali che schiacciavano quelli di sotto. Verso l’alto vi erano persone in vesti nere. I preti. Discorsi abituali del posto. Perché c’era anche la sede del sindacato. Oppressione dei lavoratori. Sfruttamento. Scelbini. Manganellate. Sesto San Giovanni (città che faceva venire i brividi a noi ragazzi). Raccolta di firme per la pace. Guerrafondai. Padroni. Disoccupati. Una volta grande dimostrazione davanti al municipio. Io ero tra i primi. A quell’età. Ma sempre vicino a mio zio Vittorio.
E le feste del Primo Maggio, sempre trionfali.
Quelle erano persone sincere, schiette, piene di ideali. Credo fossero tutte pronte dare la loro vita per l’idea. Io mi lasciavo battere regolarmente da mio padre per non mancare alle riunioni. E certamente non erano quelle le persone che cercavano vantaggi.
Si sognava e basta. Si lotta per un avvenire migliore. E bisogna crederci. E basta!
Fu la grazia del Signore se verso i 16 anni tutto questo movimento interiore e tutta questa energia e tutta questa sete di cambiamento e di contestazione, per l’incontro con alcune persone veramente serie e profetiche, la mia vita prese la direzione che mi ha portato dove sono adesso. Un uomo al servizio totale di Cristo e dei fratelli. Ma la radice di tutto è in quelle quattro mura.
Io non ebbi la sfortuna di vedere il crollo di quegli ideali. Ero già in un’altra sponda.
Denaro, compromessi, politica sporca, imbroglio, tutto per far carriera e per far denaro. Ecco che cosa è rimasto di quegli ideali. Se c’è qualcuno della mia età che legge queste parole capisce quello che sto dicendo e l’animo con il quale le dico.
Leggo su questo Computer che quest’oggi le strade d’Italia sono intasate per il ponte.
Viva il Primo Maggio del 2008.
Ma quello del 1946 era molto piu’ bello e piu’ commovente. Quello con il tovagliolo con dentro una sopressata e un pezzo di pane. Con la speranza che così avremmo cambiato il mondo. Che avremmo difeso i lavoratori sfruttati. Pane e lavoro per tutti.
Ora cerco di fare di questi ideali lo scopo della mia esistenza a favore di questa gente, che forse è molto più sfruttata della gente del mio tempo. Gente sfruttata da persone altrettanto insensibili come quelle di un tempo. Ma ora molto più colpevoli di quelle.
Di nuovo. Buon Primo Maggio a color che si sono divertiti.
Un abbraccio a tutti
Padre Paolino
Lascio alla discrezone di coloro che ricevono questa lettera di farla conoscere ad altri amici, e conservarla ad uso personale.
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